La nostra storia

  • 1990

    Nasce Il Sentiero con le attività di vendita al dettaglio di fiori e piante e servizi di consulenza in agricoltura.

  • 1991

    Viene avviata una piccola coltivazione sperimentale di Taxus x media “Hicksii” Rehder per la produzione di tassolo.

  • 1994

    Inizia la coltivazione di Taxus baccata L. per la produzione di tassolo.

  • 1995

    Cresce la specializzazione nel servizio di consulenza e nella coltivazione diretta ed indiretta di specie officinali.

  • 1996

    Inizia la coltivazione sperimentale di Echinacea angustifolia DC..

  • 1999

    Vengono incrementate le coltivazioni di Echinacea angustifolia e di Taxus baccata con l’acquisizione di terreni agricoli.

  • 2001

    Si installa una linea di essiccatoi statici in provincia di Bergamo per consentire le regolari operazioni di essiccazione sul tasso baccata coltivato in provincia.

  • 2003

    Acquisizione di ulteriori proprietà in provincia di Verona per incrementare le coltivazioni.

  • 2004

    Inizia la collaborazione con un’azienda agricola in provincia di Pavia.

  • 2006

    Inizia la coltivazione di Ginkgo biloba L..

  • 2008

    Si collabora con un’azienda agricola in provincia di Bergamo per la costruzione di un capannone atto a conservare in modo appropriato le foglie di tasso baccata raccolte e stabilizzate nella provincia stessa.

  • 2009

    Vengono realizzate su nostro progetto le macchine per il taglio della parte aerea e per la raccolta di radici di echinacea angustifolia.

  • 2011

    Entrano nella componente aziendale Sofia e Rachele: Il Sentiero diventa “un’impresa al femminile”.

  • 2012

    Viene acquisito il 15% di una società lettone che commercia in piccoli frutti (Berry) e funghi, sia per uso alimentare che medicinale.

  • 2013

    Inizia la coltivazione di Melissa officinalis L..

  • 2013

    Vengono acquisiti nuovi terreni destinati a ginkgo, echinacea e melissa. Con La Valle della Luna si inizia l’avventura del vino con l’acquisto di una proprietà di 30 ettari in provincia di Trapani.

  • 2014

    Altri 20 ettari in affitto si aggiungono alla coltivazione di viti in Sicilia, i vitigni in questo caso sono nero d’avola, grillo, merlot, cabernet, syrah ed inzolia.

  • 2015

    Entriamo nel bando regionale siciliano con l’OCM per il rinnovo di viti stanche. Il progetto insisterà su di una superficie di 16 ettari.

  • 2016

    Iniziano i lavori di movimentazione terra per il l’impianto delle barbatelle per inizio 2017

1994
Focus

Corre l’anno 1958. Il National Cancer Institute (NCI) avvia un programma di screening su 35.000 specie vegetali con l’obiettivo di individuare principi attivi in grado di contrastare il cancro. Fra gli estratti vegetali analizzati, ci sono due campioni derivanti da Taxus brevifolia Nutt. che mostrano attività anticancerogena. Nel 1964 un nuovo campione di questa specie viene accettato, dopo diversi rifiuti da parte di altri laboratori di ricerca, da Monroe Wall del Research Triangle Institute. La scelta degli altri laboratori di rifiutare il campione è dettata dal fatto che le piante con spiccata attività citotossica si dimostrano scarsamente utilizzabili in farmaci a causa della non selettività di azione che porta alla morte non solo le cellule tumorali ma anche quelle sane. Eppure, il ricercatore Wall tenta: il suo gruppo ha già analizzato Camptotheca acuminata Decne, isolandone un principio (camptotecina) nel quale sono riposte grandi speranze. Nel 1971 viene così isolato per la prima volta il taxolo, un agente antineoplastico che trova applicazione in particolare nel trattamento di carcinoma ovarico e mammario, nel cancro ai polmoni e nel sarcoma di Kaposi. La molecola viene oggi prodotta per via semi-sintetica a partire dalla 10-deacetilbaccatina, precursore presente nelle foglie e rametti di altre specie di tasso, in particolare dal T. baccata. Questa soluzione permette una maggiore sostenibilità di produzione dal momento che T.brevifolia è a rischio di estinzione, la sua crescita è lenta e la privazione della corteccia, non essendo questa una parte rigenerabile, porta alla morte dell’albero.

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1996
Focus

Il Sentiero inizia la coltivazione sperimentale di questa specie particolare di echinacea, in un momento in cui la maggior parte del materiale reperibile è proveniente da altre due specie, E. purpurea (L.) Moench ed E. pallida Nutt.. Il reperimento del seme corretto non è semplice, tra le tre specie è infatti facile avvenga l’impollinazione incrociata e la confusione del materiale di riproduzione può causare seri allungamenti dei tempi di sperimentazione. La coltivazione di E.angustifolia è inoltre più complicata a causa della forte necessità di uno stretto controllo delle erbe infestanti, la cui invasione può riflettersi in una minore resa. Inoltre questa specie ha uno sviluppo minore rispetto alle altre due e richiede particolari tipi di coltivazione.

Già conosciuta e largamente impiegata dagli Indiani d’America per il trattamento di raffreddori, ferite, morsi di serpente, mal di denti e punture di insetti, i suoi pregi vennero svelati ad un medico del Nebraska, il dottor H.C.F. Meyer, nel 1870. Da quel momento la fama dell’echinacea crebbe, e la pianta riscosse un certo successo come “rimedio depurativo del sangue”, fino a quando non fu soppiantata dall’arrivo degli antibiotici. Ad oggi tuttavia viene ancora coltivata per la produzione delle radici che contengono flavonoidi (echinacoside e cinarina) ed alchilammidi. Oggi sappiamo che l’echinacea agisce come stimolante del sistema immunitario ed antinfiammatorio leggero ed è uno dei rimedi fitoterapici più venduti al mondo.

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2006
Focus

Il Ginkgo biloba è l’unica specie vivente appartenente alle Ginkgoacee, una famiglia per il resto estinta nel mesozoico. Il ginkgo, ritenuto estinto in Europa a causa del ritrovamento di fossili delle tipiche foglie a ventaglio ma non di piante viventi, fu “riscoperto” da un botanico tedesco, Engelbert Kaempfer, nel 1691. Se per il mondo occidentale questo rappresentò un ritrovamento importante, lo stesso valore non gli fu sicuramente attribuito dalle popolazioni orientali; infatti i monaci cinesi usavano piantare questi alberi considerati sacri vicino ai luoghi religiosi e la specie stessa si era già diffusa in Giappone e Corea. I semi di Ginkgo, raccolti da Kaempfer al servizio della Compagnia olandese delle Indie Orientali, tornarono così in Europa (1730: il primo ginkgo viene piantato in Europa, nell’orto botanico di Utrecht). Nel 1754 venne inoltre ritrovata in Cina una popolazione antichissima di ginkgo che rese l’albero ancora più famoso in Europa.

Ad oggi il ginkgo è uno dei fitoterapici più noti; le foglie, contengono flavonoidi (kaempferolo, isoramnetina, quercetina), lattoni terpenici (ginkgolidi), sesquiterpeni (bilobalide), amminoacidi (ac. 6-idrosschinurenico, proantocianidine. Le principali proprietà farmacologiche sono: effetti sulla memoria e l’apprendimento, proprietà antiossidanti, attività anti-PAF (fattore di attivazione piastrinica), proprietà antischemiche, effetti sul metabolismo del glucosio a livello cerebrale.

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2012
Focus

Il genere Vaccinium comprende più di 200 specie di cui molte vengono coltivate per la loro rilevanza economica, come nel caso del cranberry e del mirtillo.

 

Il mirtillo nero, Vaccinium myrtillus L., è un piccolo arbusto della famiglia delle Ericaceae, alto da 15 a 50 cm. Cresce spontaneo in Europa, dove lo ritroviamo nel sottobosco fino ai 1500-1800 m, in terreni acidi. Una delle caratteristiche che lo contraddistingue dal mirtillo gigante americano (Vaccinium corymbosum L.), la specie generalmente coltivata, è il colore della polpa: quella del mirtillo nero è infatti scura, rossastro-violacea, mentre quella del gigante americano è di colore pallido, chiaro. Proprio qui vi è la differenza: il contenuto in antocianine, responsabili delle tonalità da rosso al blu-violetto nei vegetali, nel mirtillo nero fresco è fino a quattro volte superiore rispetto a quello della specie americana. Le antocianine sono i composti più importanti dal punto di vista farmacologico poichè variano ritmicamente il diametro dei vasi sanguigni a livello del microcircolo, regolarizzando così il flusso ematico. Inoltre la loro azione è anche vasoprotettiva, soprattutto a livello capillare. Nel V. myrtillus sono inoltre presenti tannini, flavonoidi, pectine e vitamina C.

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2013
Focus

La melissa è storicamente conosciuta ed utilizzata da ben più di 2000 anni per la sua capacità di attrarre le api. È stato inoltre studiato che questa pianta contiene dei composti, il citrale ed il geraniolo, che si ritrovano anche nella ghiandola di Nasonov delle api operaie. La ghiandola di Nasonov produce una secrezione odorosa utile a marcare il territorio, a mantenere la coesione dello sciame e a segnalare le zone di bottinatura. In più i feromoni delle api contengono acido nerolico simile al nerolo ritrovato nella melissa.

La melissa, la cui droga è rappresentata dalle foglie, contiene flavonoidi (luteolina, quercetina, apigenina), polifenoli (acido caffeico e derivati), un olio essenziale costituito principalmente da monoterpeni (aldeide citronellale, geraniale, nerale ed i relativi alcoli) e da sesquiterpeni (β-cariofillene e germacrene). La Commissione E tedesca la raccomanda per i disturbi nervosi del sonno, inoltre i risultati ottenuti da prove sull’efficacia clinica del suo utilizzo nel trattamento dell’Alzheimer sono incoraggianti.

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2013
Focus

La Valle della Luna rappresenta un po’ il nostro orgoglio un “Sogno”. E’ un’azienda ancora giovane, anzi giovanissima,nata in Sicilia nel 2014. Siamo partiti con l’idea di realizzare non un’azienda vitivinicola, ma un progetto di vita che potesse sostenere alcune famiglie con precarie situazioni economiche alle spalle. Questi uomini e donne sono guidati da una forte voglia di riscatto e dall’amore per la propria terra natale che, nonostante tutte le difficoltà, non hanno mai pensato di abbandonare. Siamo sicuri che l’impegno massimo e la passione che stanno mettendo in quest’impresa ci porterà lontano.

Primi segnali ci confermano la bontà del prodotto,siamo riconosciuti come realtà anomala ma positiva  a livello locale, tanto da ricevere molte offerte per la conduzione di vigneti che altrimenti verrebbero abbandonati. Al momento l’uva viene interamente venduta alle cantine locali, ma non è da escludere che un giorno la vinificazione possa avvenire a marchio proprio. Accarezziamo l’idea che La Valle della Luna possa divenire non solo un’azienda affermata ed una famiglia allargata, ma un simbolo ed un segno di speranza, ci ripetiamo un magnifico “Sogno”.

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2016
Focus


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Iniziano i lavori di movimentazione terra per il l’impianto delle barbatelle per inizio 2017

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